Peste suina africana, rischio contagio fra i cinghiali delle Valli del Natisone

Pronto un tavolo Italia-Slovenia sulla peste suina fra i cinghiali.

Italia e Slovenia sono pronte a predisporre un piano congiunto per la prevenzione dell’insorgenza di focolai di peste suina africana lungo l’area
transfrontaliera.

Gli obiettivi della collaborazione sono stati condivisi a Nova Gorica nel corso di un tavolo bilaterale promosso dalla Regione. La peste suina africana è un virus altamente infettivo e virulento che colpisce sia le popolazioni dei suini selvatici quanto i suini domestici e di allevamento. L’esigenza di attuare tutte le misure preventive per scongiurare il diffondersi della patologia è prioritaria alla luce degli enormi danni derivanti da eventuali infezioni.

La prevenzione sanitaria è dunque l’obiettivo principale della collaborazione che si intende consolidare attraverso un piano straordinario che definisca le misure da adottare sulle popolazioni selvatiche di ungulati, in maniera speculare su entrambi i territori confinanti.

Il controllo della crescita della popolazione di ungulati selvatici, inoltre, è un fattore strategico per preservare la salute nelle zone dove la malattia non si è ancora manifestata. La fascia interessata dagli interventi di prevenzione è quella che va dalle Valli del Natisone a Basovizza e
interessa l’entroterra italiano e sloveno per qualche decina di chilometro a cavallo del confine.

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